Le erbe cattive

Se leggi i Vangeli scopri un buon numero di parabole che parlano metaforicamente e genericamente di “erba cattiva”, e talvolta esplicitamente di gramigna. [Tra l’altro in una parabola si cita il loglio, s e non ricordo male, come infestante del frumento; ma qui si parla d’altro].

Chi non abbia fatto esperienza di erbe infestanti non può capire: ma chi ci lotta fisicamente, ogni giorno o solo nelle poche ore orticole del fine settimana sa di che cosa parlo. Io mi sono convinto che i vangeli – almeno i canonici, gli apocrifi non so – non rendono affatto giustizia alla gramigna. Che è proprio grama! Tanto da farmi pensare che il nome gramigna derivi dritto dritto dal piemontese “gram”, cattivo. Possibile, anche se mi pare meno plausibile, l’ipotesi contraria, che “gram” e “gramissia” [cattiveria] derivino dall’erbaccia.

Gramigna

Gramigna

Finora ho esperito la lotta a tre tipi diversi di erbacce, e solo alla gramigna so dare il nome preciso. Il suo essere bastarda sta nel fatto che sembra proprio… erba! Ha davvero un aspetto erbesco, è il tipo di vegetazione erbacea che ci si aspetta nei prati e negli angoli verdi. Il problema è che sotto l’aspetto innocuo si nasconde una natura subdola: la grama gramigna, un po’ come tutte le erbe infestanti, resiste a ogni tentativo di estirpazione e sradicamento, a meno che l’estirpatore non ne estragga dalla terra tutta la radice (a fittone?) senza lasciarne neppure un frammento. E la gramigna, bastarda com’è, si fa fragile perchè la radice si rompa, una parte ne rimanga nel terreno e la pianta si riformi. Credo che, presa da piccola, sia relativamente facile da contenere, a patto di estirparla con una palettina, scavando delicatamente intorno ed estraendo pian piano fusto e radice come Christian Barnard espiantava i primi muscoli cardiaci da trapiantare. E comunque quando la piantina cresce è moooolto più difficile estirparla, perchè si radica in profondità.

Erbaccia numero 2Erbaccia numero 2

Erbaccia numero 2

Questo secondo tipo di erbaccia, invece, assume un aspetto addirittura gradevole, quasi simpatico, grazie alle foglie cuoriciniformi. Ma l’aspetto inganna assai.

La malerba, che non so come si chiami, è una sorta di rampicante di pianura. Si espande come una ragnatela, si avvolge agli ortaggi, genera radici dalle propaggini superficiali… E anch’essa si espande in profondità con le sue lunghe radici. Anche questa va scalzata dalle profondità della terra se si vuole sperare di liberarsene.

Erbaccia numero 3

Erbaccia numero 3

E poi c’è quest’altra ancora, che sembra la stessa insulsa pianta grassa che ho qui in ufficio. Subdola e poco consistente, è difficile da asportare perchè, quando si cerca di estirparla,  il fusto e i rametti si rompono con facilità e le radici rimangono ben infitte nel terreno.

Ora vi domando: che ne pensate, val la pena di ingaggiare titaniche lotte ogni domanica, o si lasciano lì dove sono, cercando di separarle dall’insalata solo prima di condirla? Fanno davvero danni o sono solo molto fastidiose?

E poi: come si chiamano, in Italiano e se possibile in Piemontese?

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2 risposte a Le erbe cattive

  1. daniele ha detto:

    ciao sono Daniele, ti do una dritta – da inguaribile amante dell’orto e company – dicono che chi ha un orto vive meglio e di più, sicuramente si imparano tante cose, l’erba infestante n. 3 “l’erbaccia” che anch’io come te ho combattuto con tutte le forze, ho scoperto con mia sorpresa, essere una squisita erba spontanea da aggiungere all’insalata, si chiama portulaca è ricca di vitamina c e udite udite acidi grassi omega 3. Credimi, se prendi quei ramoscelli cicciottelli li spezzetti e li condisci con le tue insalate preferite ti mangi un’insalatina spettacolosa ed eviti di comprare integratori costosi e meno salubri di vitamine e antiossidanti. Questa scoperta è una delle tante che alla fine ti fanno capire che la natura è generosa nei confronti di chi la capisce e la rispetta. Ciao.

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