Ho piantato dell’altra insalata

Tempo caldo e un po’ di pioggia in settimana: l’ideale per che come me non è sempre sul posto a innaffiare. Il caldo fa crescere le verdure, la pioggia le bagna, il semi – contadino le raccoglie e intanto lotta contro le erbacce.

Il buon ortolano pianta l'insalata

Il buon ortolano pianta l'insalata

Questa volta, prima di arrivare a Casta, ho fatto una sosta presso uin vivaio e ho acquistato un paio di dozzine di piante di insalata: romana (forse, il vivaista non ne era certo) e canasta. Il nuovo acquisto si è reso necessario perchè inizio a capire come funziona la produzione di insalata, ovvero:

  • se si pianta l’insalata (vuol dire che si fa un buchetto in terra, ci si infila dentro una pianticella già nata a cura del vivaista in un pugnetto di torba e la si rincalza un po’ come rimboccare le coperte a un bambino) passano circa tre settimane prima di poterla raccogliere
  • in famiglia siamo cinque, quasi tutti voraci d’insalata come lepri della savana, e il consumo è quindi elevato: per un pasto occorrono due teste di insalata di media grandezza
  • Quattrordici pasti la settimana = almeno 28 teste di insalata… una strage! In realtà non siamo così lepri, ma il consumo è notevole.
  • l’insalata si divide in due grandi famiglie (“Gallia omnis divisa est in partes tres“, scriveva Cesare…), ovvero l’insalata da taglio (cicoria o rucola, nella fattispecie: tu la semini spargendo i semi sulla terra, questa se tutto va bene nasce come un prato d’insalata, tu la tagli alla base ma non estirpi la piantina e dopo un po’ – magia della natura! – spuntano altre foglie) e insalata da testa: la pianti (c’è chi l’ha seminata per te), questa in tre o quattro settimane diventa mangiabile e tu la estirpi completamente, lasciando il buco nella terra. Se ne vuoi dell’altra la devi piantare di nuovo.

Alla luce degli apprendimenti ho deciso che rimpiazzerò l’insalata a mano a mano che la consumiamo, e che il prossimo anno la pianterò non tutta insieme ma un po’ per volta. Saggio, eh?

Romana e canasta piantate il 4 luglio

Romana e canasta piantate il 4 luglio

Ecco come si presentano le timide piantine subito dopo essere state messe in terra.

Ovviamente prima c’è un gran lavoro:

  • asportare tutte le erbacce (meglio a mano, è un lavoro lungo ma se l’area è intorno al metro quadrato si può fare e dà anche soddisfazione. Attenzione a togliere soprattutto le lunghe radici, se no l’erba bastarda si riforma in un batter d’occhio)
  • zappare per frantumare la terra
  • rastrellare per rendere uniforme la superficie
  • praticare i fori con l’apposito attrezzo (cavija, caviglia, secondo mammina).

Quindi una buona insalata implica un bel mal di schiena, acqua, caldo, pazienza. Non sono richiesti prodotti chimici, basta sperare che lumache e grilli talpa non decidano di banchettare.

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2 Responses to Ho piantato dell’altra insalata

  1. Brukkia ha detto:

    Sono proprio felice che u ti stia deicando così al tuo ” quarto figlio” anche se, in quanto proprietaria del melo mi vedo costretta a lamentarmi: perchè cavolo non hai messo le sue foto?!

  2. Brukkia ha detto:

    Ti consiglio di scrivere circa il tuo accurato sistema di piantagione dell’isalata per il prossimo anno: credo che potrebbe interessare! =)

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