I primi veri lavori nell’orto nel 2010

8 maggio 2010

Parto da solo da Torino, all’alba (?!?) alla volta di Castagnole e del mio orto, che al momento è ancora quasi del tutto spoglio, salvo un solchetto di fedeli pomodori tondi, di quelli che crescono a terra, e di un po’ di zucchini e insalata che Carla ha piantato e seminato pochi giorni fa.

I primi pomodori piantati da Carla

I primi pomodori piantati da Carla

Sono pronto a iniziare, e affronto il lavoro nell’orto come uno scrittore davanti alla prima pagina bianca della sua prossima opera.

L'orto all'inizio dei lavori

L'orto all'inizio dei lavori

Questo è l’aspetto dell’orto: la terra, ancora molto umida, si sta asciugando e lascia una sottile crosta in superficie. Qualche robusto ciuffo di gramigna fa già bella mostra di sè. Le nuove piantine attendono pazienti dentro la cassetta di essere trapiantate dalle mie mani amorevoli (è vero!)

L'innaffiatore rotante

L'innaffiatore rotante

La prima operazione che ho compiuto è stata di tracciare sul terreno un cerchio ampio, lungo il quale piantare i pomodori (effetto carovana dei cow boys accerchiati dagli indiani oppure Stonehenge).

A metà del lavoro

A metà del lavoro

Perchè piantare i pomodori in cerchio? Se lo sono chiesto tutti gli abitanti della collina: è un’idea da cittadino, ovviamente. Vorrei che il mio innaffiatore rotante da giardino provedesse, quando io non ci sono e previo collegamento alla pompa nel pozzo  e a un temporizzatore, a innaffiare le piante di pomodoro e le insalatine che abiteranno all’interno del magico cerchio.

I primi pomodori messi a dimora in terra

I primi pomodori da mettere a dimora in terra

La terra però, quest’anno, mi pare almeno 10 cm più bassa rispetto allo scorso anno. Sarà che sono poco allenato? Comunque zappare con il terreno in queste condizioni non è agevole, perchè la terra umida rimane attaccata alla lama della zappa, e staccarla a ogni colpo con qualche strattone è ben più faticoso dell’atto dello zappare in sè. Ma per i pomodori un solco occorre, e quindi bisogna provvedere. Il solco tondo mi pare lungo come l’anello di atletica dello stadio Olimpico, da percorrere zappando ogni centimetro…

Alla fine della giornata...

Alla fine della giornata...

Ed ecco, prima di tornare a Torino (degli amici mi aspettano per cena), come si presenta il mio orto in edizione 2010.

In secondo piano il cerchio magico dei pomodori, con al centro le insalate, il basilico e il prezzemolo, eancora tanto spazio da destinare. nella parte destra del cerchio un solco dritto, dove ci sono i pomodori piantati da Carla, e di fianco un solco di zucchini, anch’essi seminati.

Ai margini del cerchio, in direzione della casa sullo sfondo, verso le piante di albicocche e di pesche, non si notano ma ci sono due piante di trombette, e tra le piante di pomodori (come da suggerimento della signora del vivaio) alcuni sedani che cresceranno così in compagnia, al fresco e all’ombra.

In primo piano da destra la cicoria, unica superstite dell’edizione 2009, e più dietro i riquadri dove Carla ha seminato dell’insalata.

Al centro, sempre in primo piano, otto belle piantine di zucchini, ben distanziate in due solchi, e a sinistra un solco di peperoncini piccanti e uno di cavoli e coste.

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7 Responses to I primi veri lavori nell’orto nel 2010

  1. Lucilla Gaspari ha detto:

    Caspita!
    Mi piace molto l’orto circolare (sono cittadina anch’io?).
    Lucilla

    • Paolo Moretto ha detto:

      Non credo che tu sia tanto cittadina; ma sei un’Architetto con la A maiuscola, e il tuo apprezzamento mi fa piacerissimo!

  2. Stefania ha detto:

    attenzione a che l’irrigatore a spruzzo non bagni le foglie dei tuoi ortaggi! Forse meglio sarebbe una gomma marrone forata da orti, prezzo modico e ….. rilascia una goccia dopo l’altra acqua nel terreno mantenendolo umido senza arrecare danno alcuno.

  3. Stefania ha detto:

    sempre meglio bagnare alla radice e non le foglie, inoltre se dai poi verderame o altro … te lo porta via. MAI assolutamente sulle foglie calde: brucia!

  4. Pingback: Le mie insalatine « L'incantevole orto di Paolo

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