Parlare di Dio (con incluso un test sui pregiudizi)

Giovedì scorso mi trovavo a lavorare nel mio orto, avendo rubato mezza giornata al lavoro e contando – ingenuamente – sul fatto che avrebbe potuto anche non piovere.

Ma dopo mezz’ora di lavoro ecco le prime gocce cadere.

Islam

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Allora mi siedo al riparo, sotto il balcone, sulla mia poltroncina verde preferita, ad ascoltare la pioggia che cade.  Vedo arrivare un’automobile bianca, che si ferma e parcheggia nel vialetto della casa di Giuanìn, proprio di fronte al mio cancello. Ne esce un uomo: giovane, con una folta barba incolta, un cappellino bianco, pantaloni chiari e polo a maniche lunghe.

Incuriosito, e anche un po’ seccato dell’invasione saluto come per dire “E allora, straniero? Che cosa posso fare per te?”

Si volta, lo riconosco: (scegliete una o più risposte fra le seguenti 8 )

  1. è Giovanni, il figlio più giovane dei proprietari del Ristorante Roma, in paese
  2. è un musulmano che vive a Castagnole
  3. è uno di Castagnole, un ex tossico
  4. è un ragazzo che tempo fa gestiva un salone da parrucchiere nel centro di Alba
  5. è il fratello dei tre che gestiscono il Ristorante Roma, mi pare che lavori in cucina
  6. conosco meglio sua sorella e i suoi fratelli, lui l’ho incrociato un paio di volte, ma l’ultima volta che gli ho parlato è stato almeno 25 anni fa
  7. è uno che ha viaggiato molto, dev’essere anche stato in India, ed è tornato a Castagnole da qualche anno
  8. è un pellegrino sulla terra, che lo Spirito Santo mi ha mandato per parlarmi di Dio e delle sue meraviglie.

Quale di queste risposte preferite perchè continui il mio racconto?

Ebbene, forse lo sviluppo del racconto sarebbe diverso se parlassi con Giovanni, oppure con un ex tossico, con un viaggiatore, con un pellegrino o con un parrucchiere.

Giovanni potrei invitarlo a prendere un caffè e a fare due parole con me al riparo della pioggia. Al tossico rivolgerei un breve saluto e continuerei a sorvegliarlo di sottecchi.

Non so cosa farei col parrucchiere. Magari al viaggiatore chiederei di raccontarmi qualcosa, guarderei con diffidenza e sospetto il pellegrino predicatore, starei guardingo a spiare le mosse del musulmano.

Il fatto è che dall’automobile è effettivamente sceso Giovanni, il figlio dei proprietari del Roma, e Giovanni è tutte le cose che ho scritto, e anche di più. Ecco la magia, o il dono dello Spirito: mi trovo, in un piovoso pomeriggio di primavera, seduto a parlare di Dio e di conversione con una persona che fino a mezz’ora fa conoscevo solo di vista.

E mi convinco che Dio è grande e Uno.

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One Response to Parlare di Dio (con incluso un test sui pregiudizi)

  1. tokyoblues ha detto:

    Si ok…. ma porta rispetto ai parrucchieri che ci hanno dato da mangiare per un certo periodo della nostra vita terrena…
    Del resto Dio che cosa è se non il Grande Coiffeur?
    😉

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