Il lavoro nella giungla

29 maggio 2010

Oggi tra le altre cose mi sono dedicato a quella parte della collina rivolta a mezzogiorno, dove un paio di decenni fa c’era l’orto, poi trasferito nel sito attuale, pianeggiante e più agevole da raggiungere.

Ora lì ci sono una dozzina di noccioli, e più in basso un albero di cachi, un bellissimo alloro, alcuni alberi di mele, pere, susine e prugne. E tanta, tanta erba, anche perchè lo scorso anno me ne sono occupato molto poco e quest’anno il caldo tardivo ma rabbioso ne ha facilitato la crescita smodata.

Si può vedere (o meglio: non si vede nulla a causa dell’erba forestale) come la situazione sia piuttosto critica: non ci si può muovere, un po’ d’erba è stata tagliata da Rosario assoldato per l’occasione (ma che non ha lavorato al meglio delle sue possibilità, a essere generosi), ma è rimasta sul terreno a seccare insieme a rami sterpi e tronchi; nel frattempo altra erba è cresciuta. Occorre raccogliere e portar via i rami secchi a terra, liberare almeno il sentiero per scendere fino agli alberi da frutta, tagliare l’altra erba, raccoglierla insieme a quella già secca, bruciarla in un luogo opportuno insieme ai rami e rametti di cui sopra, e poi potare i nocciolo (anche se siamo già un po’avanti con la stagione) per fare pulizia, consentire agli alberi di rinnovarsi un po’ e lasciar respirare alcuni meli letteralmente soffocati.

Certo non è un lavoro che si fa in quattro e quattr’otto, neppure con l’aiuto di Ovidio. Ma i fatto che Ovidio ci sia mi ha dato il coraggio di iniziare. E circa a metà pomeriggio si scorge qualche spiraglio di luce (o no?)

Nel corso del lavoro mi sono reso conto che sotto i miei piedi, nascosto da anni di foglie morte, fango, erba e muschio emergono alcuni degli scalini che papà aveva costruito con il cemento. E un po’ per praticità, un po’ per ricordare papà ho anche ripulito con le mani tutta la scalinata. La differenza, finito questo lavoro, si vede e mi dà grande soddisfazione.

A fine del pomeriggio la discesa verso i meli e i peri ha un’altro aspetto. E in questo breve video si vede anche Ovidio. Certo, la potatura del noccioli non è terminata, e abbiamo già accumulato metri cubi di rami e foglie tagliati; l’erba è tutta da raccogliere e poi da bruciare, ma ormai il lavoro è ben avviato, e abbiamo riconquistato degli spazi splendidi per stare tranquilli, leggere, ascoltare musica, pensare.

E pian piano mi approprio di tutti i piccoli territori che papà mi ha lasciato.

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