«Dubitare, disobbedire, trattare»

Riti

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Interessante, vero? Ho trovato queste parole in un articolo di giornale. Ovviamente richiamano capovolgendolo il famoso “Credere obbedire combattere”, ma non costituiscono solo una boutade: «Dubitare, disobbedire, trattare» può essere impiegato come mantra nelle cose della vita. Non diamo nulla per scontato, non lasciamo che altri decidano per noi, cerchiamo di negoziare (io preferisco senza dubbio “negoziare” a “trattare”) la soluzione che coinvolga e soddisfi tutte le parti.

Significa che le cose possono cambiare, che noi stessi possiamo concederci di cambiare e di ammettere con umiltà “Non ce la faccio a far come dici tu; voglio che sia diverso, voglio farti capire le mie ragioni – anche quelle del cuore, perchè l’essenziale è invisibile agli occhi – aiutami, non smettiamo di parlarne.” Disobbedire, allora, non è più una parola di ribellione bensì di tenacia e di costruzione.

Più fatica, più coinvolgimento, ma che ricompensa!

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